Doppio appuntamento per i portacolori del GS Aquile in questa domenica di fine agosto. Danilo Fabbri era impegnato a Soelden nel tentativo di portare a casa l’Oeztaler Radmarathon, Simone Massimino correva invece in Italia, a Pinzolo, nella Top Dolomites. Due gare diverse, due traguardi prestigiosi, due risultati che hanno premiato i nostri due alfieri.
Danilo Fabbri, forse il più attivo tra gli aquilotti in questo 2021 di ripartenza ha raggiunto il traguardo di Soelden al termine di un’edizione della “terribile” maratona austriaca resa ancor più difficile dalle condizioni meteo avverse. Il freddo del mattino, di fatto, non ha mai dato tregua ai corridori neppure sulle temute rampe del passo del Rombo, salita simbolo dell’Oeztaler. Fabbri ha concluso la sua fatica dopo oltre11 ore insella, tanto ci è voluto per ritrovare all’arrivo il tifo degli amici in questa edizione che verrà ricordata anche per la maggiore lunghezza del percorso e per i metri in più di dislivello.
Simone Massimino, in preparazione per la Novecolli, ha partecipato e concluso felicemente la Top Dolomites aggiungendo
così al suo già ricco palmares un nuovo traguardo prestigioso. Simone ha corso sul tracciato della mediofondo conquistando un ottimo 19° posto tra i pari età con un crono finale di poco superiore alle 4 ore.
2975…il numero di pettorale di Danilo Fabbri questa mattina alla partenza della Marmotte Valais, a Le Chable in Svizzera. La pioggia e il maltempo, ancora una volta, non hanno impedito al nostro portacolori di portare a termine una delle più dure granfondo dell’attuale panorama internazionale. Le Tour des Stations, Marmotte Valais, si è aggiunta di recente alla decana francese e alla versione spagnola con un percorso che, quanto a durezza, non ha nulla da invidiare alle più celebri sorelle. 4 i tracciati proposti dagli organizzatori, dall’ultrafondo sino al percorso dedicato alle e-bikes. Il portacolori del team Aquile ha optato per il percorso Granfondo: 145 km per un dislivello positivo di 4700 metri. Partito poco dopo le 07.00 del mattino alla volta del primo colle da scalare, quel col de Lein già teatro di una tappa del Petit Tour nel 2019, Danilo Fabbri ha superato la linea d’arrivo a Verbier, dopo aver valicato l’ultima ascesa di giornata, il col de la Croix de Coeur, dopo 8 ore e 3 minuti. Per la cronaca il suo crono gli è valso il 105° posto di categoria nella prova che ha visto il successo dell’olandese Nijssen Kenny. Ad accompagnare il nostro Danilo nella sua avventura il portacolori del Velo Gressan Michel Berlier.
Il colle del Gran San Bernardo non perde il proprio fascino e il raduno non agonistico ad esso dedicato si conferma uno degli appuntamenti più attesi da tutti gli sportivi valdostani e non solo. Non è bastato neanche il clima da ciclismo eroico che le previsioni avevano annunciato a scoraggiare i circa 180 ciclisti che, ieri mattina, si sono dati appuntamento al ritrovo, presso l’Atelier Boldrini, per il rinnovato raduno con meta la cima del colle del Gran San Bernardo. Dopo venti edizioni sotto l’organizzazione del gruppo delle Gamolles, il testimone è stato raccolto dalla giovane dirigenza del team Inbike Atelier Boldrini, decisa a dare un futuro all’evento. Nuova sede di partenza per un gruppo che, di rosa vestito, è partito puntuale alle 09.30 alla volta del km zero posto all’inizio di viale Gran San Bernardo.
Meteo in rapido peggioramento, temperatura in forte calo sin dall’abitato di Saint Remy en Bosses con forte vento contrario. In una giornata in cui poca contava il risultato individuale il più veloce a completare la scalata del colle è stato il valdostano Alessandro Saravalle. Tra i 120 partecipanti arrivati anche tanti portacolori del team Aquile: Christian Vallet, Paolo Farinet, Jacques Tercinod, Daniele Calandri, Simone Massimino, Etienne Linty, Danilo Fabbri, Massimiliano e Alessia Leidi, Paolo Besenval, René Montrosset, Sonia Nouchy e Chiara Zenato.
Il raduno non agonistico che, per regolamento, prevedeva la sola classifica per società, ha visto il successo del GS Aquile che ha preceduto Cicli Lucchini, Cicli Benato, Godioz Vigili del Fuoco e Rodman Azimut. Il Memorial Paolo Cuaz è stato assegnato al portacolori del Velo Gressan Furio Saravalle.
Sale sul terzo gradino del podio Alessia Leidi al Tour des Sallasses 2021. La bella granfondo di La Salle si è disputata ieri, domenica 25 luglio, dopo un anno di stop causa Covid. Due i percorsi disegnati dal comitato organizzatore del Velo Club Courmayeur, l’esigente tracciato marathon che misurava 75 km per 2800 metri di dislivello positivo, riservato ai più allenati tra i partenti e quello classic, 50 km per 1700 metri, più adatto ai meno esperti. La giovane portacolori del team Aquile si è presentata al via alla caccia di un nuovo risultato positivo dopo il podio conquistato due settimane fa, su strada, a Lignan. La Leidi ha concluso al terzo posto tra le donne nella gara classic, prima nella sua categoria, al termine di un estenuante duello per il secondo posto che, solo alla fine, l’ha vista soccombere nei confronti della più esperta Martina Stirano. La vittoria è andata alla piemontese Monte Yara Sabrina, al maschile netto successo del valdostano Yannick Parisi. La marathon ha visto l’affermazione del colombiano Diego Arias Cuervo nonostante l’iniziale errore di percorso che lo ha costretto ad una lunga rincorsa, e della beniamina di casa, già nel giro della nazionale italiana, Martina Berta.
L’albo d’oro “sovrano dello Stelvio” accoglie con pieno merito Franz Stuffer e Roberto Beccio. I due veterani del team Aquile hanno partecipato sabato 24 luglio alla prima edizione della Duomo Stelvio, manifestazione non agonistica che prevedeva la partenza dal centro di Milano per arrivare in cima al passo dello Stelvio, per tante volte cima Coppi del Giro d’Italia. 240 chilometri da pedalare in assoluta autonomia, individualmente o nella formula a staffetta riservata a squadre di tre membri. I due portacolori del team di Aosta, come la maggior parte dei 400 partecipanti, hanno scelto di vivere la propria avventura sino in fondo, dal primo all’ultimo chilometro. Il via alle 06.00 da Milano con lo Stelvio da scalare dal versante di Bormio dopo oltre 200 km in sella. Franz Stuffer e Roberto Beccio, non nuovi a questo genere di imprese, hanno raggiunto cima Coppi dopo poco più di 11 ore, 260 km percorsi e oltre 3300 metri di dislivello positivo; ad attenderli la medaglia celebrativa di questa riuscita edizione zero, l’ingresso nell’albo d’oro, ma soprattutto il caloroso tifo dei presenti.