Trasferta in terra di Francia per il giovane Edoardo Buscaglione, portacolori del GS AQUILE. Lo scalatore valdostano ha approfittato della pausa concessa dal Circuit du Grimpeur per partecipare sabato 28 luglio, insieme al veterano Carlo Champvillair, alla “MONTEE DES ARAVIS”, breve cicloscalata al col des Aravis con partenza da La Clusaz.
Una gara molto veloce che ha visto al via circa 60 partenti in prevalenza transalpini. L’ascesa al colle dal versante affrontato dai corridori ha una lunghezza di circa 7,5 chilometri con pendenze raramente in doppia cifra, una salita da attaccare dall’inizio alla cima più adatta a passisti scalatori che non a scalatori puri come il nostro Edoardo.
Ottimo comunque il risultato conseguito dai due valdostani : se l’intramontabile Champvillair si è confermato ad alto livello cogliendo il 12° posto assoluto, il giovane Buscaglione non è stato da meno rimanendo a ridosso del gruppo dei migliori per gran parte della salita. Edoardo ha chiuso la sua fatica in 22 minuti 33 secondi, 16° assoluto, ennesima dimostrazione delle sue attitudini.
L’attività dell’aostano non si ferma qui, in attesa delle due prove finali del Grimpeur in cui cercherà di migliorare ancora la sua già ottima posizione in classifica, sabato prossimo, 04 agosto, Edoardo, insieme a tanti altri aquilotti, parteciperà alla tredicesima edizione della pedalata “Aosta Gran San Bernardo”.
Due gli alfieri del GS AQUILE presenti a Pila alla Pila Sky Race, granfondo amatoriale riservata agli amanti delle “ruote grasse”.
Domenica scorsa, 22 luglio, si è corsa infatti l’edizione 2012 della bella marathon di MTB organizzata nella splendida conca di Pila ed entrata quest’anno a far parte del “circuito dei nobili”.
Non poteva certo mancare al via nella prova di casa Massimiliano Leidi, il più appassionato biker in casa Aquile reduce dalla MB RACE massacrante gara francese disputatasi l’8 luglio. Con lui al via, pronto ad affrontare il percorso di 40 chilometri predisposto dal comitato organizzatore, il neofita Podda Giuseppe già presente nella goliardica trasferta a Finale ligure per la 24 ore a staffetta.
Max ha fatto valere la sua abitudine alla gara e la sua tecnica chiudendo a metà classifica, 108°, in 2 ore 56 minuti mentre Giuseppe ha chiuso onorevolmente 130° in 3 ore 14 minuti.
“Bella gara su un percorso vario e molto tecnico che avrebbe senza dubbio meritato qualche partecipante in più”, questo il giudizio presso che unanime dei due ragazzi di Aosta.
Non si ferma il Circuit du Grimpeur che, dopo il successo della tappa di Saint Barthelemy, si è spostato a Saint Marcel per il Memorial Maina, quinta prova in calendario.
Quest’anno il comitato organizzatore presieduto da Ercole Droz ha sorpreso un po’ tutti già in sede di presentazione quando ha rivelato che la “sua” prova avrebbe cambiato data spostandosi da settembre a luglio e che, vista l’insistenza di tanti corridori, dopo tanti anni la ciclo scalata avrebbe subito una profonda modifica del tracciato con la partenza da frazione Lillaz, come nella scorsa edizione, e l’arrivo in località Laychè praticamente al termine dell’ascesa. 15 chilometri circa di salita con 900 metri di dislivello ed un fondo stradale molto sconnesso a rendere ancora più difficile la salita degli aspiranti Grimpeur.
Circa 90 i ciclisti al via con, sicuri protagonisti, Ramella, Viglione, Cairoli e i forti valdostani Seletto, già vincitore a Pila, Cianciana, sempre sul podio quest’anno e Pellissier reduce da uno splendido risultato alla Maratona dles Dolomites. Saranno loro a giocarsi la vittoria finale che, al termine di una volata molto contestata, è stata assegnata a Viglione con secondo Seletto e terzo Ramella sempre più solo in testa al circuito.
Subito dietro i primi è lotta serrata e gli aquilotti, ben 25 in gara, non si sono certo tirati indietro. Ancora una volta i più forti in questa specialità si sono dimostrati il veterano Giangrasso ed il giovane Buscaglione arrivati insieme sul traguardo a ridosso del gruppetto dei migliori. Con tutta probabilità solo la gara di Pila assegnerà il titolo in casa Aquile tra i due contendenti. Per Edoardo è arrivato anche il secondo posto di categoria dietro al solo vincitore Viglione. Alle loro spalle la giovane coppia costituita dal granfondista Norbiato Alberto tornato ai suoi migliori livelli e dall’esordiente Cheillon Fabrizio, sempre più convincente.
Tra i veterani giornata di gloria in casa Aquile per Lorenzo Baldon capace di vincere la propria categoria dopo tanti onorevoli piazzamenti. “Sono davvero contento per la mia prova, non mi aspettavo di poter battere il mio compagno Marana, anche se il terzo posto a Saint Barthelemy mi ha dato molta fiducia. Stamattina le sensazioni erano buone e la gara me ne ha dato conferma.” Dal canto suo Diego Marana ha saputo confermarsi ancora una volta ad alti livelli salendo sul secondo gradino del podio di categoria in un’annata sempre più da incorniciare. In netto crescendo di condizione Nicoli Kim, autore di una gara d’attacco non lontano dai migliori nella sua categoria. Chissà che sul col Tzecore non possa salire sul podio.
In campo femminile si è rinnovato ancora una volta il duello tra Alessandra Plat e Silvia Degiovanni con Flavia Bonato pronta a sfruttare un’eventuale defaillance di una delle prime due della classe. La giovane portacolori del GS AQUILE, fresca campionessa regionale di montagna FCI, era in cerca di un’immediata rivalsa dopo l’inaspettata sconfitta subita a Saint Barthelemy. Alessandra ha impresso subito alla sua gara un ritmo alto riuscendo a conquistare nei primi chilometri un vantaggio di un minuto che ha poi saputo difendere dal consueto ritorno della Degiovanni nel finale. L’aquilotta rafforza così il suo primato in classifica, ma dovrà lottare fino all’ultima prova per poter portare a casa il titolo. Ecco la sua dichiarazione all’arrivo : “sono contenta della mia gara, il percorso così allungato è davvero impegnativo e Silvia non molla mai. Ogni gara ha la sua storia, Saint Barthelemy insegna. Fino a Pila ci sarà ancora da divertirsi, complimenti alle mie agguerrite avversarie.” Ottima terza la Bonato con al quarto posto l’aquilotta Sirni Barbara.
Più che soddisfacente il risultato di squadra sia per numero di presenti sia per risultati conseguiti in una gara che ha decretato i primi brevettati del circuito. Tra gli aquilotti possono già fregiarsi del titolo : Buscaglione, Giangrasso, Nicoli, Cheillon Fabrizio, Norbiato, gli inossidabili Cianciana, Dublanc e Inglese, Thiebat, Vierin, Libertino, Madeo, Cheillon Modesto e le amazzoni Plat e Sirni. Ma altri ne arriveranno sin dal col Tzecore il prossimo 12 agosto.
Concludendo la GF LA PINA, ex Pinarello, Franz Stuffer ha coronato un sogno lungo una stagione conquistando il Prestigio 2012, il più importante circuito ciclo amatoriale d’Italia.
La bella gara di Treviso si è corsa domenica 15 luglio in un’atmosfera un po’ malinconica per una città ed una famiglia ancora ferite dalla prematura scomparsa di Andrea Pinarello cui era dedicata la maglia inclusa nel pacco gara.
Un percorso rinnovato quello proposto dal comitato organizzatore soprattutto per chi optava per il tracciato più lungo, 167 chilometri ed un dislivello di oltre 3000 metri con la nuova salita del Praderadego quale principale spauracchio di giornata. Senza dimenticare il Monte Tomba e l’immancabile presa XIII sul Montello prima degli ultimi chilometri tutti pianeggianti per fare rientro a Treviso.
Questa volta Stuffer si è presentato al via da solo, senza i compagni di avventura Beccio e Pedotti, per questo un po’ timoroso, quasi a presagire una gara difficile. E in effetti LA PINA si è rivelata tale per il nostro Franz sia per le bizze del tempo sia per la sfortuna.
Il sole della mattina con temperature accettabili ha salutato al via i ciclisti. Il primo tratto in pianura è volato via, come da tradizione, ad oltre 40 di media mentre i primi strappi, seppur nervosi, non hanno presentato alcuna difficoltà. La corsa è entrata effettivamente nel vivo solo sul Praderadego che si è rivelata salita alquanto ostica : ad un panorama mozzafiato ha fatto da contraltare un’ascesa molto irregolare con tratti molto impegnativi. Difficile prendere il proprio ritmo. La vera sorpresa però è venuta dal cielo perché, a 2 chilometri dalla cima, si è scatenato un violento temporale che ha costretto molti a trovare riparo in zona ristoro. La pioggia ha reso insidiosa e pericolosa la discesa a causa del fango riportato sulla strada, “a tratti era davvero difficile stare in piedi, in un punto ho rischiato anche di cadere” , così racconta Stuffer, “ho forato due volte perdendo parecchio tempo per aspettare l’assistenza”. Una breve grandinata ha salutato finalmente il ritorno a fondo valle, mentre il successivo tratto in pianura ha permesso a Franz di asciugarsi e rifocillarsi prima di affrontare il Monte Tomba.
Le forature, purtroppo, sono state il vero filo conduttore della granfondo per tanti corridori compreso il nostro Franz che nel corso della gara ne ha collezionate ben 4 tanto da dover percorrere a piedi quasi metà della seconda ascesa perché rimasto senza camere d’aria. Inspiegabile un così alto numero di forature se non che sul colle, al ristoro, gli arrabbiati ciclisti hanno appreso dal servizio corse che qualcuno, per emulare quanto successo il giorno prima nella tappa del Tour de France, aveva disseminato la salita del Tomba con piccole puntine da disegno creando non pochi problemi agli organizzatori e mettendo a rischio l’incolumità dei ciclisti. “La cosa peggiore è stata sentirsi dire dal meccanico che non aveva più una sola camera d’aria” , davvero strano per un comitato così esperto come quello che organizza la corsa trevigiana. Bucare un’altra volta avrebbe voluto dire quasi certamente doversi ritirare rinunciando al sogno prestigioso.
La sfortuna sembra proprio perseguitare il portacolori del GS Aquile quando, lungo la discesa ancora bagnata e sporca, la “famigerata” quarta foratura si materializza. “Mi fermo deluso e arrabbiato, non posso fare nulla senza una camera d’aria e per giunta anche il copertoncino sembra irrimediabilmente tagliato. La mia Pinarello finisce qua e con essa la rincorsa al Prestigio proprio ad un passo dalla sua conquista.” Non sarà così grazie all’aiuto di Alessandro Bardini, n. 3693, anch’egli fermo per una foratura. Il generoso ciclista non solo ha offerto al valdostano la sua camera d’aria, ma gli ha anche riparato la “gomma” con i pochi mezzi a disposizione. Nobile gesto il suo grazie al quale Franz ha potuto superare il Montello e giungere a Treviso entro il tempo massimo. 8 ore 16 minuti il suo crono finale che gli è valso il 168° posto di categoria.
Scudetto raggiunto!!! Franz Stuffer è un prestigioso al termine di un viaggio ciclistico lungo mesi, cominciato a marzo in Umbria, proseguito prima con le classiche di primavera, poi con le maratone dolomitiche e terminato proprio a Treviso, a casa Pinarello, al termine della gara più difficile di tutta la stagione. Ecco un suo breve commento dopo il meritato riposo : “sono davvero contento del traguardo raggiunto, temevo di non farcela. La caccia al Prestigio è un’idea nata in inverno con gli amici Beccio e Pedotti; a Corvara abbiamo festeggiato il primo, oggi tocca a me, speriamo dopo la Colnago di poter brindare tutti e tre insieme. Al dl là dello scudetto, il circuito è stato uno stimolo importante ad allenarmi prima e ad affrontare gare dure e importanti poi. Un anno fa mai avrei pensato di poter concludere una prova massacrante come la Sportfull. Un grazie doveroso va alla mia squadra che mi ha seguito tifando per me dalla prima all’ultima gara, sarebbe bello riprovarci con un gruppo di aquilotti ed un grazie speciale va ad Alessandro Bardini per la sua generosità.”
In casa Aquile si festeggia così il primo prestigioso della ancor giovane storia del sodalizio aostano con la speranza che altri vogliano provarci. Complimenti Franz, ora vogliamo vedere lo scudetto sulla maglia.
Persa la granfondo, la città di Biella si candida a diventare un vero e proprio punto di riferimento per i randonneurs italiani e non solo. Infatti dopo il Tour Mont Blanc Rando corso in giugno e sempre più apprezzato dagli addetti ai lavori, quest’anno, in occasione del primo Biella Bike Festival, gli organizzatori hanno messo in calendario il 15 luglio la Randonnèe dei Santuari.
La prova prevedeva un doppio percorso : 200 chilometri per i più allenati, 135 per i meno avvezzi alle lunghe distanze. Non mancavano certo né dislivello né salite, in particolare l’alpe di Noveis riservata solo ai più audaci si è dimostrata davvero impegnativa. Bielmonte e la salita alla galleria di Rosazza le altre asperità di giornata.
Giudizi unanimemente positivi soprattutto per il percorso a detta di molti veramente impegnativo, ma allo stesso tempo estremamente suggestivo per i suoi panorami mozzafiato e per la sua eterogeneità. I ciclisti si sono trovati a pedalare prima in pianura attraverso le risaie, poi in collina tra i vigneti che sovrastano il lago di Viverone sino a salire in alta quota. Indimenticabile il passaggio sul “Tracciolino” strada panoramica tutta in pianura che consente di pedalare per più di 20 chilometri sopra i mille metri d’altitudine così come di grande effetto la vista del santuario di Oropa dall’alto.
Tra i 215 partenti al via anche cinque aquilotti : il randagio Gens, Matteo Chatrian sempre più amante delle lunghe distanze, Valter Milano, Domenico Carbone e Domenico Riverso. I primi due hanno optato per il percorso più lungo che hanno affrontato sempre insieme nel gruppo dei primi. “Davvero dura, oltre ogni attesa, la salita all’Alpe di Noveis. Ho fatto davvero tanta fatica – queste le parole di Danilo chee continua – Matteo è stato davvero un compagno d’avventura perfetto; mi ha aspettato sulla salita più impegnativa aiutandomi a superare un momento di difficoltà, insieme ci siamo resi poi protagonisti di un ottimo finale di gara.” I due alfieri del GS AQUILE hanno chiuso la loro fatica in 9 ore esatte, rispettivamente 19° e 20° tra i brevettati. Entusiasta il giovane Chatrian : “esperienza straordinaria in una giornata magnifica anche dal punto di vista atmosferico. Grazie mille a Danilo per i suoi preziosi consigli.”
Approccio decisamente più cicloturistico quello invece del trio Milano, Carbone, Riverso che hanno deciso di godersi i panorami offerti dal territorio biellese. Niente alpe di Noveis, ma comunque 135 chilometri da percorrere, sosta obbligata per rifocillare anima e corpo in ognuno dei quattro ristori allestiti dagli organizzatori e soste fotografiche per immortalare i passaggi più spettacolari del percorso.
Per i cinque aquilotti ritrovo finale a Biella per una fresca granita di mezza estate…