Pioggia e fango sono stati i veri protagonisti dell’edizione 2012 della GF TERRE D’ERBALUCE, prova d’apertura del circuito Coppa Piemonte di MTB che si è svolta ieri, 15 aprile, a Candia Canavese.
Le forti piogge dei giorni precedenti hanno fortemente appesantito il terreno di gara rendendo ancor più impegnativi i due tracciati allestiti dal Comitato organizzatore.
Al via, nonostante le condizioni meteo sfavorevoli, anche du rappresentanti del GS AQUILE di Aosta, entrambi decisi ad affrontare il percorso marathon con i suoi 50 km. Proprio il fango, così pesante, ha costretto alla resa il veterano Fabio Ramires a caccia di rivincite dopo l’infortunio alla spalla maturato qui lo scorso anno. Nelle sue parole, a fine gara, emerge tutta l’amarezza per il ritiro: “ho voluto comunque provarci, ma tutto quel fango rendeva la bici davvero inguidabile. La mia partita con questa gara rimane ancora aperta, ci riproverò il prossimo anno, speriamo con un po’ più di fortuna”.
Si è invece adattato meglio alle condizioni al limite della praticabilità Andrea Tallon, neo arrivato nel gruppo di Aosta, che è riuscito a concludere la prova positivamente dopo 3h 39 minuti, 277° assoluto, ma buon 45° negli M3.
Complimenti ad Andrea per il suo esordio.
Come da tradizione è cominciata da Novi Ligure l’edizione 2012 della Coppa Piemonte, circuito per cicloamatori ai vertici nazionali per numero di abbonati e di brevettati. Sei le prove in calendario, tra queste anche la granfondo Saint Vincent.
Domenica scorsa, 01 aprile, si è così svolta la GF Dolci Terre di Novi con partenza e arrivo nella bella cittadina dell’alessandrino. Due i percorsi che il comitato organizzatore ha voluto confermare visto l’apprezzamento delle passate edizioni, il “lungo” che misura 130 km con un dislivello di circa 2000 metri ed il “medio” idoneo anche ai ciclisti meno allenati con i suoi 105 km. La lunga salita di Sorli, quella di Montebore e, solo per i più tenaci, l’ascesa finale a Castellania hanno reso più duro un tracciato molto vallonato che si sviluppa nelle terre che hanno visto nascere ed allenarsi due dei grandi del ciclismo italiano, Coppi e Girardengo. Da sempre la “Novi” è gara veloce con medie finali molto alte, non solo per i primi.
1500 i partenti con tanti ciclisti valdostani in rappresentanza di diverse società. Immancabilmente presenti le Aquile, al via in 10, alcune a caccia del brevetto finale, altre di un successo di giornata.
Ancora una volta Diego Marana si è dimostrato il più in forma in questo inizio di stagione confermando le belle prove liguri. Diego ha corso il “lungo” conquistando il 10° posto di categoria con l’ottimo crono di 4 ore e 5 minuti, a ridosso del gruppo dei migliori nonostante una foratura nel finale che gli ha fatto perdere tempo e qualche posizione. Sui 130 km buona prova anche per Minniti, Madeo e Dublanc, alla prima gara stagionale, ma veterani di Coppa Piemonte, rispettivamente 49°, 37° e 67°.
Nel medio brillante esordio per i tre neoaquilotti Maison Fulvio, Cimberio Gianfranco e Libertino Paolo. Il primo, migliore dei suoi al traguardo, ha conquistato il 41° posto in 3 ore e 9 minuti; Gianfranco, ex campione di motocross, non ha smentito la fama di grande agonista conquistando alla sua prima granfondo il 10° posto di categoria; per Paolo un 89° posto che mette a frutto i tanti chilometri già percorsi. A coadiuvarli in questa loro “prima” i più esperti Inglese e Brusaferro, 56° e 62° dopo una gara tutta di coppia ed il tenace Luciani che, seppur in ritardo di preparazione, ha portato a casa la prima tappa dell’ambito brevetto.
Per molti di loro l’attenzione si sposta a Casella per la neonata granfondo, seconda tappa del circuito in programma domenica 22 aprile.
Abbiamo lasciato Franz Stuffer, neoaquilotto aspirante al Prestigio 2012, a Montefalco intento a festeggiare con un calice di ottimo Sagrantino la conquista della GF Sagrantino, lo ritroviamo 20 giorni dopo, il 01 aprile, a Cervia pronto ad affrontare la GF Selle Italia, prima tappa del trittico romagnolo che caratterizza la primavera dei “prestigiosi”.
La classica di Cervia, per anni prova d’apertura dell’ambito circuito, ha confermato ancora una volta il successo di partecipazione. I 3500 pettorali a disposizione sono infatti andati esauriti già nel mese di gennaio anche grazie all’ottimo standard qualitativo dei servizi offerti ai partecipanti. Quest’anno la quota d’iscrizione prevedeva anche un check up medico gratuito e la possibilità di provare l’intera gamma selle Italia, main sponsor della manifestazione.
Il comitato organizzatore ha proposto ai ciclisti un percorso parzialmente modificato, più corto, 150 km per il “lungo” a fronte dei 165 dell’anno passato con un dislivello di soli 1500 metri adatto all’inizio stagione; 107 invece i km del “medio”. Intoccabile la salita di Montecavallo, vero simbolo di questa gara, la vera novità del tracciato è stata il reinserimento del colle del Ciola, assente da qualche edizione, ma da sempre asperità della Novecolli.
Tornando alla gara di Stuffer, le sue aspettative erano buone dopo il positivo esito della Sagrantino e con qualche chilometro in più nelle gambe che faceva sperare in una prova un po’ meno sofferta. A coadiuvarlo in questa sua avventura gli amici valdostani Beccio, Pedotti, Cerise e Pramotton, ognuno portacolori di un sodalizio diverso, ma tutti uniti dall’obbiettivo comune della caccia allo scudetto 2012.
Condizioni meteo all’insegna della variabilità con temperatura pungente in griglia, vista la partenza alle 8.30, ma i primi 40 chilometri in pianura condotti, come di consueto, “a tutta” hanno ben presto scaldato gambe e cuore dei ciclisti in attesa della prima selezione sul Montecavallo. Stuffer, in corsa sul “lungo”, ha chiuso la sua fatica in poco meno di 6 ore al 327° posto di categoria. “Al di là del risultato cronometrico, sono contento per il secondo traguardo raggiunto. Per conquistare lo scudetto credo sia fondamentale non commettere passi falsi nelle prove di primavera prima delle grandi altimetrie delle prove alpine e dolomitiche. Ancora una volta la difficoltà maggiore è venuta dal vento che ha soffiato contro per lunghi tratti. Nel complesso una gara positiva, senza dubbio meno dura della prima se non altro per la mancanza del muro di S. Clemente che tutti i partecipanti alla Sagrantino non dimenticheranno.”
Noi continueremo a seguire da vicino il percorso del nostro aquilotto, sostenendolo con il nostro immancabile tifo. Prossima tappa la “Dieci colli” di Bologna, il 01 maggio, in attesa della grande festa di Cesenatico dove Franz avrà l’appoggio di 50 aquilotti.
Felicitazioni ad Andreina e Fabio per la nascita di Ilaria.
Tutti gli aquilotti le augurano una felice vita insieme a mamma e papà.
“Un’esperienza indimenticabile da consigliare a tutti gli appassionati dl ciclismo.” Queste le prime parole al telefono di Lorenzo Baldon, veterano del GS AQUILE, che, insieme agli amici del Crer di Aosta, lo scorso weekend si è recato in Belgio per vivere da vicino le emozioni di una delle classiche più vecchie e più belle del mondo, il Giro delle Fiandre. La corsa dei muri in pavè come è stata da sempre definita, una di quelle che si concede solo ai campioni. “E’ davvero incredibile – riferisce ancora Baldon – vedere come i belgi vivono questa manifestazione, appuntamento clou della stagione ciclistica. Non solo sui muri, ma in ogni paese, in ogni angolo di strada si incontrano gruppi di tifosi che incitano i ciclisti; per tutti sempre una parola di incoraggiamento.”
Non c’è davvero da stupirsi in un paese che ha dato i natali a tanti campioni di questo sport bellissimo, dove il ciclismo è sport nazionale e dove ci sono chilometri e chilometri di piste ciclabili. In Belgio esiste una vera e propria cultura della bicicletta come in pochi altri posti al mondo.
“Pedalare su queste strade è davvero emozionante, il giorno prima della gara c’è una vera e propria invasione di tifosi, da ogni parte d’Europa, tutti in bici, per provare a vincere la propria sfida, conquistare pedalando sulla propria specialissima la cima di quei muri che ogni anno fanno la piccola grande storia di questa corsa monumento.” Sono strappi brevi, poche centinaia di metri, ma vere e proprie rasoiate per le gambe con pendenze che arrivano a sfiorare il 20% per giunta sul fondo in pavè a tratti più adatto ad una arrampicata a piedi che ad una salita in bicicletta. “Quando cominci il Grammont, il Kwaremont o ancora il Paterberg ti coglie un’emozione che non sai se sia paura, incoscienza o coraggio, sicuramente rispetto per quei luoghi sacri al ciclismo e tanta tanta voglia di provarci. La gente ti incita, l’adrenalina fa il resto. Una volta arrivati in cima non resta che festeggiare…magari con un’ottima birra belga!!!”
Da grande combattente qual è, Baldon, con la grinta e la tenacia di sempre, ha così saputo domare anche gli impervi muri delle Fiandre e so per certo che i brindisi non sono proprio mancati.
Grazie a Renzo per aver condiviso con noi le emozioni del suo piccolo grande “Giro delle Fiandre”; ora lo attendono i primi appuntamenti agonistici in preparazione della Novecolli. Si comincia a Bra il prossimo 6 maggio per l’omonima granfondo.